Emergenze rischio sanitario

Emergenza sanitaria Coronavirus 2020

L'organizzazione dei soccorsi sanitari è uno degli aspetti più complessi nella gestione di una calamità perché le strutture devono poter garantire una risposta rapida, fin dalle prime ore, per dare soccorso al maggior numero possibile di persone.

In emergenza, il Dipartimento ha il ruolo di coordinare le operazioni, di dare supporto ai soccorsi, di inviare strutture da campo – Posti Medici Avanzati  – team specializzati di medici e infermieri, materiali sanitari e di prima necessità. I primi soccorsi vengono integrati, se necessario, con strutture da campo e personale per l'assistenza sanitaria del medio-lungo periodo.

Di seguito riportiamo i principali interventi di emergenza in ambito sanitario in Italia e all'estero, cui il Dipartimento ha partecipato autonomamente o nell'ambito di missioni coordinate dal Meccanismo Europeo di Protezione Civile.

Il 31 gennaio 2020, il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza, per la durata di sei mesi, in conseguenza del rischio sanitario connesso all'infezione da Coronavirus. Al Capo del Dipartimento della Protezione Civile è affidato il coordinamento degli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza sul territorio nazionale.

Interventi sanitari per il terremoto Centro Italia - 2016

In seguito alla scossa del 24 agosto 2016, le attività di soccorso sanitario hanno riguardato principalmente il trasferimento dei feriti presso le strutture ospedaliere delle quattro regioni colpite anche attraverso un’attività di elitrasporto. In questa emergenza, per la prima volta, è stata attivata la Cross - Centrale remota operazioni soccorso sanitario. In questa emergenza è stata utilizzata la Svei, la scheda speditiva per la valutazione delle esigenze immediate delle persone fragili e con disabilità coinvolte nell’emergenza.

Interventi sanitari per il terremoto in Abruzzo - 2009

Dopo la scossa del 6 aprile 2009, il danno più rilevante al sistema sanitario locale riguarda l’unico ospedale dell’area, il San Salvatore dell’Aquila, danneggiato al punto da comportare l’evacuazione totale della struttura verso altri presidi della Regione Abruzzo, del Lazio e delle Marche. Le operazioni sanitarie dei primi giorni si concentrano su azioni di soccorso del 118, installazione dei Pma, fornitura di farmaci, assistenza sanitaria e psico-sociale, attuazione di interventi di igiene pubblica e di veterinaria. Di seguito un focus sulle attività psico-sociali in Abruzzo.

Terremoto in Cile - 2010
Il 27 febbraio 2010 un terremoto di magnitudo 8,8 scala Richter colpisce la Repubblica del Cile. L'Italia contribuisce alle operazioni di soccorso con l’installazione di un ospedale da campo a Talca, a 240 km da Santiago, che integra le attività dell’ospedale regionale in parte reso inagibile. L’ospedale è attrezzato per il pronto soccorso con sale operatorie, rianimazione e radiologia, area analisi e area degenza con 60 posti. L’ospedale è donato dall’associazione Fatebenefratelli, ed è trasportato e installato dal Dipartimento della protezione civile.

Terremoto ad Haiti - 2010
Il 12 gennaio 2010 un terremoto di magnitudo 7,0 scala Richter colpisce l’isola di Haiti, nei pressi della capitale Port Au Prince. L’Italia partecipa agli aiuti con l’invio di un Pma – Posto medico avanzato con sala operatoria, materiale medico, beni di prima necessità, tende e altri materiali per l’allestimento di aree di accoglienza. Molti beni vengono trasportati con la portaerei Cavour, che con il suo ospedale di bordo contribuisce alle attività sanitarie sull’isola. Alle operazioni collaborano con il Dipartimento della protezione civile il gruppo chirurgia d’urgenza dell’ospedale di Pisa, Ares Marche, le Regioni, la Croce rossa, le Organizzazioni non governative e le Forze armate.

Terremoto in Cina - 2008

Il 12 maggio 2008 un terremoto di magnitudo 7,9 scala Richter colpisce la regione cinese del Sichuan a circa 90 chilometri dal capoluogo provinciale, Chengdu. Il Dipartimento della protezione civile si attiva subito con l’invio di 240 tende che distribuisce nella provincia del Sichuan. Qualche giorno dopo nel comune di Xiaude invia anche un Pma dell’Università di Pisa che viene installato vicino all’ospedale locale danneggiato dal terremoto, e che viene reso operativo con la collaborazione di medici ed infermieri italiani.

Intervento in Albania - 2008

Il 15 marzo 2008 nella periferia della città di Vora, in Albania, avviene un’esplosione nel deposito militare che coinvolge anche il vicino centro abitato. Si verificano morti e numerosi feriti, con ustioni di III°. Il Dipartimento della protezione civile invia il proprio personale per l’organizzazione del trasporto, con volo C130, di 12 ustionati gravi dall’ospedale di Tirana all’ospedale di Brindisi – Centro gravi ustionati, dove vengono curati con successo ed in seguito ritrasferiti al paese d’origine.
 
Missione umanitaria in Libano - 2006

Nell'estate 2006 Beirut, in Libano, viene colpita da numerosi bombardamenti. L'Italia apre un corridoio umanitario ed invia, attraverso la nave San Marco della Marina militare italiana, circa 500 tonnellate di beni di primo soccorso - farmaci, generi alimentari, prodotti e viveri per l'infanzia, materiale igienico e sanitario, tende, letti e coperte -. Con i beni arrivano in Libano un’ambulanza donata dall'Anpas e un Pma dell'Università di Pisa. L’operazione coinvolge l’intero Sistema nazionale di protezione civile e avviene in accordo con il Governo locale e le Organizzazioni internazionali attive nel Paese.
 

Terremoto in Pakistan - 2005
L’8 ottobre del 2005 un terremoto di 7,6 gradi scala Richter colpisce il Pakistan, nella regione del Kashmir, al confine con l'India. La scossa ha un impatto fortissimo sul territorio, provocando oltre 70 mila morti, altrettanti feriti, distruggendo case e la maggior parte delle strutture sanitarie locali. L’Italia risponde alla richiesta di aiuto con la costruzione di un Centro di accoglienza per gli sfollati ed un ospedale da campo con triage, area primo soccorso, sala operatoria, area ricovero pazienti e farmacia.
 

Missione umanitaria in Ossezia - 2005
Il 31 agosto 2005, un commando composto da terroristi ceceni e ingusceti fa irruzione nella scuola di Beslan, provoca 340 morti, imprigiona circa 1.200 ostaggi di cui 170 bambini, minaccia di far saltare la scuola in caso di irruzione, incute profondo terrore ed angoscia negli ostaggi. Il Dipartimento della protezione civile realizza in una prima fase l'invio di farmaci e attrezzature mediche e organizza una raccolta fondi da destinare agli aiuti umanitari per la popolazione.

Intervento umanitario e di ricostruzione in Sud Sudan - 2005

Il 9 gennaio 2005 un accordo di pace mette fine alla guerra civile tra il Nord e il Sud Sudan. Il conflitto, il più lungo e tra i più drammatici del continente africano, ha posto la regione del Sud Sudan in una condizione di estrema criticità. Il Governo italiano incarica il Dipartimento della protezione civile ad avviare un intervento umanitario per la costruzione di un ponte Bailey e, in collaborazione con la ONG Medici con l’Africa Cuamm, a rendere funzionante e attivo l’ospedale della contea di Yirol.
 

Terremoto e Maremoto nel Sud Est asiatico - 2004
Il 26 dicembre 2004, un terremoto di magnitudo 9,1 scala Richter genera uno tsunami di dimensioni spaventose, che colpisce le coste dei Paesi che si affacciano sul golfo del Bengala, causando circa 300 mila vittime. L’Italia partecipa fin dai primi giorni ai soccorsi, e da subito la popolazione risponde con donazioni da destinare alla ricostruzione di ospedali, scuole e abitazioni nello Sri Lanka. Il Governo italiano incarica il Dipartimento della protezione civile a coordinare e realizzare gli interventi italiani. Sul piano sanitario, le azioni principali sono l'integrazione dell’ospedale di Matara con la costruzione di un Pronto soccorso e la ricostruzione completa dell’ospedale di Kinniya.
 

Terremoto in Iran - 2003
Il 26 dicembre 2003 un terremoto di magnitudo 6,6 scala Richter colpisce il sud est dell’Iran. Il Governo italiano risponde alla richiesta di aiuto del Governo iraniano, inviando da subito un team per la ricerca e il soccorso della popolazione. Qualche giorno dopo vengono allestiti dal Dipartimento della protezione civile le tende per le aree di accoglienza ed un Posto medico avanzato, messo a disposizione dall’ospedale di Pisa.
 

Terremoto in Algeria - 2003
Il 21 maggio 2003 un terremoto di magnitudo 6,7 scala Richter colpisce l’Algeria, a 70 km ad est di Algeri. Il Dipartimento della protezione civile interviene durante la fase dei primi soccorsi e della ricerca delle vittime sotto le macerie, porta tende e materiali necessari all’allestimento di aree di accoglienza e individua, insieme alle autorità locali, le aree più adatte per la loro installazione.