Il sistema di accoglienza e assistenza alla popolazione ucraina

Vysnè Nemeckè (Slovacchia), 22 marzo 2022 – Cittadini ucraini al valico di frontiera con la Slovacchia

Per uniformare la risposta all’emergenza sul territorio nazionale, il Dipartimento della Protezione Civile ha predisposto il Piano per l’accoglienza e l’assistenza alla popolazione proveniente dall’Ucraina, che integra il documento sulle Prime indicazioni operative per la pianificazione e la gestione dell’accoglienza e dell’assistenza delle persone in fuga dalla guerra. 

Con le indicazioni operative emanate in data 9 maggio 2022, il Piano è stato integrato con le misure di accoglienza diffusa da realizzarsi attraverso gli enti del Terzo Settore e del Privato Sociale.

Polizia di frontiera, rappresentanti di UNHCR e volontari di protezione civile svolgono un’attività di monitoraggio degli ingressi presso le frontiere nazionali per intercettare i flussi di cittadini ucraini in ingresso in Italia e verificarne le effettive necessità di sostegno e assistenza.

Una volta raggiunte le aree di transito e prima accoglienza, istituite in ogni Regione e Provincia autonoma, i cittadini ucraini che non dispongono già di un’autonoma sistemazione presso parenti o conoscenti ricevono generi di prima necessità. Successivamente, vengono avviate le attività di ricerca di un’idonea sistemazione alloggiativa tra quelle disponibili nel sistema di accoglienza.

I Presidenti delle Regioni, Commissari delegati, e i Presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano, coordinano nel proprio territorio l’organizzazione delle attività di soccorso, assistenza ed accoglienza alla popolazione proveniente dall’Ucraina. A tal fine ogni Regione ha istituito una struttura di coordinamento integrata con le componenti statali e locali che opera in raccordo con gli enti del Terzo Settore e del Privato Sociale e, se presenti, i rappresentanti locali della comunità ucraina.

L’obiettivo è quello di avere un quadro costantemente aggiornato sull’assistenza fornita alla popolazione ucraina presente sul territorio e informazioni sulle strutture di accoglienza disponibili, la gestione delle aree di transito e di prima accoglienza e il trasferimento nelle strutture opportunamente individuate.
La ricerca della disponibilità delle strutture, tra quelle previste nel sistema di accoglienza a regime e in quello sussidiario, avviene secondo la procedura già definita nelle Prime indicazioni operative: i diversi livelli di coordinamento, dal regionale al nazionale, operano secondo il principio di sussidiarietà al fine di garantire il necessario supporto ai territori maggiormente interessati che dovessero rappresentare particolari criticità.

In caso di necessità, qualora i flussi in arrivo fossero incompatibili con le tempistiche di attivazione del sistema di accoglienza, i coordinamenti regionali verificano la disponibilità di posti anche presso alloggi temporanei preventivamente individuati (alberghi e strutture ricettive, istituti religiosi), in grado di ospitare i cittadini ucraini per il tempo necessario al trasferimento in altre strutture della rete di accoglienza.
Laddove non ci fosse disponibilità nel sistema di accoglienza o nelle strutture regionali, il concorso nazionale sarà quindi fornito dalla DiComaC, che opera presso il Dipartimento della Protezione Civile ed è in costante raccordo con tutte le strutture regionali di coordinamento, le Amministrazioni centrali dello Stato, le Organizzazioni internazionali e la comunità ucraina in Italia.

Per garantire l’assistenza nel nostro paese ai tanti ucraini in fuga dalla guerra è stato definito un sistema che prevede diverse forme di supporto tra loro complementari e che integra quello ordinariamente previsto per i richiedenti asilo e i rifugiati, anche in previsione di arrivi significativi.

CAS e SAI. In prima battuta, spetta alle Prefetture competenti per territorio verificare la disponibilità di alloggi nella rete ordinaria dei CAS-Centri di accoglienza Straordinaria e SAI-Sistema di accoglienza e integrazione.
Le strutture del CAS sono individuate dalle Prefetture, il sistema SAI è costituito dalla rete degli enti locali che con il supporto delle realtà del terzo settore garantiscono interventi di accoglienza integrata. Per far fronte alla situazione in atto, questa rete è stata ulteriormente potenziata, con 8.000 posti aggiuntivi.

Accoglienza diffusa. A integrazione della rete di CAS e SAI, il Decreto-legge n. 21 del 21 marzo 2022 ha individuato ulteriori modalità di accoglienza da realizzarsi con il supporto dei Comuni e dei soggetti del Terzo Settore e del Privato Sociale. 
L’11 aprile 2022 è stato pubblicato sul sito del Dipartimento un avviso di manifestazione d’interesse rivolto agli enti del Terzo settore e del Privato sociale per individuare le strutture idonee a fornire i servizi di assistenza e accoglienza diffusa, da realizzarsi attraverso misure di accoglienza in coabitazione presso famiglie o in alloggi messi a disposizione da Enti o altri soggetti privati, nel limite massimo di 15mila posti. Successivamente, il Decreto-legge n. 50 del 17 maggio 2022 ha previsto la possibilità di incrementare le disponibilità di altre forme di accoglienza diffusa per ulteriori 15mila posti.

Agli esiti delle attività svolte da una Commissione appositamente istituita, sono state valutate positivamente 29 manifestazioni di interesse all’avviso, per un totale di 17.012 posti offerti.
Con ciascuno degli Enti proponenti che hanno presentato le manifestazioni giudicate positivamente, il Dipartimento della Protezione Civile – insieme al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – sottoscriverà apposite convenzioni. Tramite la DiComaC, il Dipartimento fornirà alle Strutture di coordinamento delle Regioni e delle Province Autonome gli elenchi delle disponibilità di accoglienza diffusa previste nelle convenzioni.
Le attività di accoglienza diffusa potranno essere realizzate su tutto il territorio nazionale, in funzione delle aree territoriali presso cui operano gli Enti, fino al 31 dicembre 2022, dando preferenza ai territori in cui vi è maggiore richiesta di permanenza da parte dei cittadini provenienti dall'Ucraina.

Per meglio definire le modalità e la durata dell’assistenza, il Dipartimento ha predisposto le Indicazioni operative per la gestione della disponibilità di accoglienza diffusa nel territorio nazionale per la popolazione proveniente dall’Ucraina.
La misura dell’accoglienza diffusa è destinata prioritariamente alle persone oggi temporaneamente ospitate presso le strutture alberghiere e ricettive individuate dalle Regioni e Province Autonome, a cui si potranno aggiungere le persone in arrivo in Italia dall’Ucraina e infine quanti hanno inizialmente trovato un’autonoma sistemazione, ma necessitano di una nuova forma di accoglienza. Nel caso in cui la disponibilità di alloggi dell’accoglienza diffusa non fosse sufficiente a coprire le esigenze di un territorio, la DiComaC – su segnalazione delle Strutture di coordinamento delle Regioni e delle Province Autonome interessate –  individuerà secondo un criterio di prossimità geografica ​o di preferenza di destinazione dei cittadini provenienti dall’Ucraina, la Regione o Provincia Autonoma con sufficiente disponibilità di accoglienza.

Le soluzioni assicurate dall’accoglienza diffusa sono da considerarsi, verificata la disponibilità di CAS e SAI e ad esclusione delle strutture che ospitano persone con disabilità, la via prioritaria di accoglienza insieme al contributo di sostentamento.

Il contributo di sostentamento. È una misura che ammonta a 300 euro mensili per ogni cittadino ucraino, titolare di protezione temporanea, che abbia trovato autonoma sistemazione. All’adulto titolare della tutela legale, o affidatario, è riconosciuto anche un contributo di 150 euro al mese per ciascun minore di 18 anni. Il contributo è erogato per un massimo di 90 giorni, a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di protezione temporanea. Il contributo di sostentamento può essere richiesto attraverso la piattaforma: https://contributo-emergenzaucraina.protezionecivile.gov.it 
Per conoscere nel dettaglio requisiti e modalità di richiesta del contributo è disponibile un vademecum in italiano, inglese e ucraino.

Il Commissario delegato per il coordinamento delle attività di assistenza  nei confronti dei minori non accompagnati provenienti dall'Ucraina, Prefetta Francesca Ferrandino, ha adottato un Piano che definisce le attività svolte dagli enti istituzionali coinvolti a vario titolo nella gestione omogenea dell'accoglienza sul territorio nazionale dei minori stranieri non accompagnati.

In particolare il Piano fornisce nella prima parte le linee guida in riferimento alla identificazione e censimento dei minori stranieri non accompagnati sul territorio italiano, al sistema di accoglienza, al monitoraggio delle strutture ospitanti e alle modalità di affido temporaneo. 

La seconda parte del Piano è dedicata alle misure di assistenza previste in ambito sanitario e scolastico per garantire gli adempimenti vaccinali obbligatori e l’accesso ai servizi educativi, scolastici e formativi dei minori stranieri non accompagnati.

Il Piano contiene inoltre un Addendum – che stabilisce le procedure idonee a ottimizzare i flussi comunicativi per assicurare l’accoglienza in caso di trasferimenti di minori stranieri non accompagnati provenienti dall'Ucraina nel nostro Paese – e una nota del Ministero dell’Istruzione che fornisce le indicazioni operative sull’accoglienza scolastica.

Per prevenire e gestire episodi di allontanamento o scomparsa dei minori dai luoghi di accoglienza, il Commissario ha adottato una nuova sezione del Piano redatta in collaborazione con il Commissario straordinario per le persone scomparse, l’Autorità garante per l’Infanzia, il Dipartimento della Pubblica sicurezza e i Ministeri di Giustizia, del Lavoro e delle Politiche sociali e degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

La sezione contiene le linee guida da adottare per prevenire tali episodi e, ove dovessero accadere, per intervenire tempestivamente tramite l’attivazione e la conduzione delle ricerche per ridurre al massimo i tempi che ne potrebbero compromettere l’esito.